Carrarese di nascita, aveva abitato negli anni della fanciullezza, a Genova, nel rione di Marassi,
in Corso Sardegna: a metà strada tra lo stadio Luigi Ferraris ed i mercati generali.
Una parentesi postbellica l’aveva riportato per una decina d’anni a Carrara, dove aveva
contratto amicizie nel mondo della scapigliatura locale e dove aveva partecipato ai nascenti
fermenti culturali della città, sia come Vice del corrispondente de La Nazione, sia come redattore
di un mensile, Aronte, oggi citato come simbolo di sperimentazione di alta cultura nella provincia
italiana.
Tra corrispondenti sportivi, cronisti di nera, poeti, pittori, scultori, storici, rotariani ed eruditi,
aveva avuto in quegli anni di bohème la sua formazione giornalistica. Ma anche i suoi primi problemi economici,
in parte mitigati da un po’ di gavetta presso un’autolinea con servizio passeggeri e bagagli, fra bagnanti fiorentini
bèceri e verduraie della piana di Luni.
Di qui, la sua decisione di gettare la penna alle ortiche e tornare
a Genova.
Non come intellettuale frustrato in una città ove la cultura
era un fatto del tutto marginale, ma come impiegato della più
grande casa di trasporti a collettame italiana dell’epoca, nella
Cornigliano fumigante e tossica degli anni dell’invasione dei
meridionali e degli ultimi genovesi da commedie di Gilberto Govi, fra
stanze d’affitto gelide e trattorie da poche lire a pasto.
Poi la svolta negli anni settanta: la casa a Priaruggia, l’abbandono
del mondo dei trasporti, qualche mostra di artigianato ligure, un salone
per comunità a Roma e un salone nautico d’avanguardia a
Friedrichshafen, sul Lago di Costanza.
Infine, l’entrata nel giro delle fiere internazionali, con la
sua nomina a delegato ufficiale per l’Italia dell’Ente Fiere
di Lione con una campionaria, un salone del mobile ed una serie di biennali
tecniche. E, poi, di una società parigina con saloni pionieristici
in Francia ed Oltremare, di un’azienda inglese organizzatrice
di saloni ad Hong Kong e di una greca con mostre a Dubai: due destinazioni
sconosciute all’export italiano dell’epoca.
Aveva anche trovato il tempo, alla fine degli anni ‘80, per organizzare
e lanciare - in sodalizio con un piccolo gallerista di Piazza delle
Vigne - un mercatino del piccolo antiquariato per la rinascita di quel
vecchio rione della Genova dei carruggi.
Poi, i casi della vita decidevano il suo trasferimento a Pisa e poi
a Prato nei primi anni ’90: con molto ma-se-ghe-pensu ed il recupero
della penna, finita, dopo tanto tempo, sotto un cumulo di reliquati
del consumismo.
Ha scritto, da allora, quattro guide rapide di altrettante zone della
Toscana, nonché un itinerario semiserio nella Riviera di Levante.
In tempi non sospetti, ha scritto anche cinque elogi di carattere enogastronomico e due saggi volutamente ironici.
Le sue guide hanno ottenuto riconoscimenti a Montecatini T., a Rivalto di Chianni, a Pontedera ed a Pontremoli.
Più recentemente ha ordinato in due raccolte i testi di dodici racconti, tutte vere storie di figure e figuri della provincia italiana.
I racconti si dividono in “Legére” (in Genovese si chiamano così i gaglioffi) e “Ammodìno” (che, in vernacolo pisano, significa perbene).
Tutti questi testi (Guide, Elogi, Saggi e Racconti) sono ora in Rete e, quindi, di dominio pubblico.
Ha anche collaborato assiduamente a Quotidiano Travel, testata tecnica del turismo;
ma anche tre siti web di enogastronomia (www.vinit.net e www.tuscanfarm.com),
dell’arte (www.undo.net) e dell’informazione
(www.ideedellatoscana.it,
portale dell’IRPET) hanno ospitato suoi testi.hanno ospitato suoi testi. Lo stesso
hanno fatto due rivistine che, seppur di nicchia, sono molto seguite
dagli intenditori: Florence Concierge Informations, organo delle Chiavi
d’Oro e distribuito negli alberghi più stellati di Firenze,
e Il sommelier, organo ufficiale della FISAR, Federazione Italiana Sommeliers.
Ha anche organizzato tre mostre importanti in luoghi altrettanto importanti: la personale
di M.T. Antonelli al Circolo dei Forestieri di Casciana Terme, la postuma di Gennaro D’Aquino nell’atrio del
Palazzo Gambacorti sede di rappresentanza del Comune di Pisa, e l’antologica astrale di Roberto Pattina,
nelle sale del Palazzo Panciàtichi, sede del Consiglio Regionale della Toscana e della Pinacoteca Regionale
di Firenze.
Avvertenza importante! Nell’aprire Guide e Racconti, attendere qualche minuto.
Ed, inoltre, attenzione! I loro frontespizi possono trarre in inganno.