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GIACOMO BEZZI: UNA PENNA RITROVATA

Giacomo Bezzi

 

Carrarese di nascita, aveva abitato negli anni della fanciullezza, a Genova, nel rione di Marassi, in Corso Sardegna: a metà strada tra lo stadio Luigi Ferraris ed i mercati generali.
Una parentesi postbellica l’aveva riportato per una decina d’anni a Carrara, dove aveva contratto amicizie nel mondo della scapigliatura locale e dove aveva partecipato ai nascenti fermenti culturali della città, sia come Vice del corrispondente de La Nazione, sia come redattore di un mensile, Aronte, oggi citato come simbolo di sperimentazione di alta cultura nella provincia italiana.
Tra corrispondenti sportivi, cronisti di nera, poeti, pittori, scultori, storici, rotariani ed eruditi, aveva avuto in quegli anni di bohème la sua formazione giornalistica. Ma anche i suoi primi problemi economici, in parte mitigati da un po’ di gavetta presso un’autolinea con servizio passeggeri e bagagli, fra bagnanti fiorentini bèceri e verduraie della piana di Luni.

Di qui, la sua decisione di gettare la penna alle ortiche e tornare a Genova.
Non come intellettuale frustrato in una città ove la cultura era un fatto del tutto marginale, ma come impiegato della più grande casa di trasporti a collettame italiana dell’epoca, nella Cornigliano fumigante e tossica degli anni dell’invasione dei meridionali e degli ultimi genovesi da commedie di Gilberto Govi, fra stanze d’affitto gelide e trattorie da poche lire a pasto.

Poi la svolta negli anni settanta: la casa a Priaruggia, l’abbandono del mondo dei trasporti, qualche mostra di artigianato ligure, un salone per comunità a Roma e un salone nautico d’avanguardia a Friedrichshafen, sul Lago di Costanza.
Infine, l’entrata nel giro delle fiere internazionali, con la sua nomina a delegato ufficiale per l’Italia dell’Ente Fiere di Lione con una campionaria, un salone del mobile ed una serie di biennali tecniche. E, poi, di una società parigina con saloni pionieristici in Francia ed Oltremare, di un’azienda inglese organizzatrice di saloni ad Hong Kong e di una greca con mostre a Dubai: due destinazioni sconosciute all’export italiano dell’epoca.

Aveva anche trovato il tempo, alla fine degli anni ‘80, per organizzare e lanciare - in sodalizio con un piccolo gallerista di Piazza delle Vigne - un mercatino del piccolo antiquariato per la rinascita di quel vecchio rione della Genova dei carruggi.
Poi, i casi della vita decidevano il suo trasferimento a Pisa e poi a Prato nei primi anni ’90: con molto ma-se-ghe-pensu ed il recupero della penna, finita, dopo tanto tempo, sotto un cumulo di reliquati del consumismo.

Ha scritto, da allora, quattro guide rapide di altrettante zone della Toscana, nonché un itinerario semiserio nella Riviera di Levante.
In tempi non sospetti, ha scritto anche cinque elogi di carattere enogastronomico e due saggi volutamente ironici.
Le sue guide hanno ottenuto riconoscimenti a Montecatini T., a Rivalto di Chianni, a Pontedera ed a Pontremoli.

Più recentemente ha ordinato in due raccolte i testi di dodici racconti, tutte vere storie di figure e figuri della provincia italiana. I racconti si dividono in “Legére” (in Genovese si chiamano così i gaglioffi) e “Ammodìno” (che, in vernacolo pisano, significa perbene).
Tutti questi testi (Guide, Elogi, Saggi e Racconti) sono ora in Rete e, quindi, di dominio pubblico.

Ha anche collaborato assiduamente a Quotidiano Travel, testata tecnica del turismo; ma anche tre siti web di enogastronomia (www.vinit.net e www.tuscanfarm.com), dell’arte (www.undo.net) e dell’informazione (www.ideedellatoscana.it, portale dell’IRPET) hanno ospitato suoi testi.hanno ospitato suoi testi. Lo stesso hanno fatto due rivistine che, seppur di nicchia, sono molto seguite dagli intenditori: Florence Concierge Informations, organo delle Chiavi d’Oro e distribuito negli alberghi più stellati di Firenze, e Il sommelier, organo ufficiale della FISAR, Federazione Italiana Sommeliers.

Ha anche organizzato tre mostre importanti in luoghi altrettanto importanti: la personale di M.T. Antonelli al Circolo dei Forestieri di Casciana Terme, la postuma di Gennaro D’Aquino nell’atrio del Palazzo Gambacorti sede di rappresentanza del Comune di Pisa, e l’antologica astrale di Roberto Pattina, nelle sale del Palazzo Panciàtichi, sede del Consiglio Regionale della Toscana e della Pinacoteca Regionale di Firenze.

Avvertenza importante! Nell’aprire Guide e Racconti, attendere qualche minuto.
Ed, inoltre, attenzione! I loro frontespizi possono trarre in inganno.